Guido
Oldani
è nato nel

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Te
Così, di te a sé
parlando
sempre ripetute volte
smentito già
dal pur primo respiro.
Dal certo pensiero,
orizzonte ghe
scade
nel niente,
un istante neppure
è duro il pudore
di vita;
acerbo sul ramo,
ingoiato immaturo
due volte non segue
fioritura che scade
impedita.
da Rampicante, 1987
Cucire
Vorrei tu fossi l’ago del rammendo,
io il tuo refe doppiato a
trapassarti
sgomitolato da me stesso inquieto
e posti insieme noi, siamo un
cucire .
è un verbo di lavoro e ha un
senso caro
di coppia che rinsalda opposti
lembi
ma, soli, tu puoi solo le punture
e io afflosciare, rete senza un
mare.
da Tutto
l’amore che c’è , 2003
La betoniera
l’acqua ha già il sale e su, le
petroliere,
versano olio, come condimento,
alla zuppa di pesce navigante.
e la gabbia del cielo ha le sue
penne
che portano la cacciagione in volo
e i vermi sono filo per cucire,
che tiene insieme ogni zolla nera
e il tutto è nella pancia di dio
padre,
che ci mescola, dolce betoniera.
Cravatte
come cravatte rosse verso il cielo
si affacciano le fiamme al davanzale
incartando i gerani con il fumo.
e un camion grosso con la pancia d’acqua
alza la gamba posteriore e spegne
e hanno salvato il gatto per fortuna
la vecchia no, faceva grida
indegne.
I due
i due cappotti siedono vicini
portati senza portamento alcuno
come due bucce vuote di banane.
si parlano le loro cicatrici
e gli occhi sono anelli di catene,
neanche a ballare suscitano brio
li ha fatti dio non sempre riesce
bene
Il sorpasso
il lambro fiume senza un
coccodrillo
dove tranquillo m’immergevo intero,
sull’acqua si può quasi camminare.
vogano in questa come se in volata
venendo ognuno giù da chi sa dove
e un fiasco in curva supera un coperchio
e un terzo affonda, capita se piove
Milano
è un camion, fa il trasporto della ghiaia,
la mia patria, ribalta il suo cassone
ci scarica a milioni su milano.
e insieme come uova ci sfondiamo
in un budino in cui quasi ci immola
e c’è chi ha il dubbio si sia ormai un po’ in tanti,
ma un’altra camionata ci consola.
La lavatrice
la centrifuga gira come un mondo
e i suoi abitanti sono gli indumenti
riposti dalla coppia dei congiunti.
si avvinghiano bagnati in un groviglio
i rispettivi panni in capriola,
sono rimasti questi i soli amanti,
quegli altri se si afferrano è alla gola.
da La betoniera, 2005