vedere e leggere
Casatenovo 7 ottobre
2006
...ciò che mi ha sempre interessato è la
"coincidenza".
Non nel senso del fortuito accadimento di uno o più
fatti, ma la corrispondenza, l’identità tra un elemento e se stesso secondo due
differenti punti di vista.
...quando un qualche cosa va a coincidere con se
stesso...
Facile, secondo questo modesto principio, cadere
nella tautologia.
Facilissimo scrivere in rosso la parola ROSSO (e quindi verificare la coincidenza tra il
significante e il significato).
In questo caso la tipologia della coincidenza si
limita all’autoreferenzialità della descrizione. Potremmo dire che si tratta di
un’autoreferenzialità qualitativa.
TERRA scritta con la terra, ALTO scritto in alto,
ecc.
...mi sono chiesto:
può esistere (forse) una possibile
autoreferenzialità quantitativa?
È possibile inserire una qualsivoglia variabile che
vada a circoscrivere e precisare i limiti della possibile attuazione
dell’identità?
È possibile costruire dei
sistemi chiusi, dinamicamente statici, formati da entità variabili al variare
delle loro proprietà, a loro volta variabili dipendenti dell'entità stessa?
Nel 1972 ho scoperto che il numero 3, espresso in
parola, era formato da tre lettere.
Ho poi ampliato lo spettro delle lingue trovando
una simile coincidenza con l’inglese FOUR, con lo spagnolo CINCO e addirittura
con tre numeri in esperanto: DU, TRI e KVAR.
(e così via con altre lingue)
Nello stesso anno ho scoperto che
VENTISEI LETTERE ALFABETICHE
comporta l’uso di 26 lettere alfabetiche.
(vi risparmio le possibili versioni in altre
lingue)
Che ne pensate di questo dittico:
in italiano QUADRATO è una parola formata da un
numero di lettere equivalente al cubo di 2
e
in italiano CUBO è una parola formata da un numero di
lettere equivalente al quadrato di 2
Oppure:
DODICI + 6 lettere +
DODICI = 6 lettere =
VENTIQUATTRO 12 lettere
La via a senso unico era perciò aperta e qualche
anno dopo (e dopo un mese di tentativi ed errori) sono giunto a un risultato
che sembrava rasentare la perfezione dell’autoreferenzialità quantitativa:
due a,
sei c,
sette d,
tredici e,
undici i,
tre n,
tre o,
tre q,
sette r,
quattro s,
dodici t,
cinque u,
tredici,
Ho poi sperimentato altre variabili come le lingue
(singolarmente e in combinazione), i colori delle lettere, le loro
caratteristiche tipografiche, la superficie delle lettere e il loro volume
quando realizzate in tre dimensioni:


Mi fermo qui. Non voglio annoiarvi.
Mi fermo con un ultimo esempio sgorgato proprio
mentre stavo ricucendo questo sinteticissimo resoconto:
trentasei
caratteri
tipografici
diversi
Se qualcuno volesse una frase, una dedica
autoreferenziale, mi dia il suo nome...
